Lo street food dei Faraoni

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Mettete da parte i ristoranti, che sono tanti e di ogni genere (anche se da Taboula a Garden city, fossi in voi, ci andrei).
Fatto? Bene.

Prendete in considerazione il cibo da strada; quello per il quale, facendo la fila, vi trovate dietro, davanti e di fianco le persone del posto. A riguardo Il Cairo offre numerose possibilità, ma a due condizioni: essere curiosi e non troppo schizzinosi; apprezzare il cumino o almeno tollerarlo.
In sintesi, il cibo da strada cairota ha:
un’ottima distribuzione, infatti i locali che vendono cibo da strada si trovano quasi ovunque, specialmente nei quartieri centrali della capitale;
una buona varietà, così da lasciarvi la possibilità di provare piatti di tradizioni culinarie differenti, per lo più dell’area medio-orientale;
un’atemporale reperibilità; se vi venisse voglia di cibo consegnato a domicilio alle due di notte, avreste soltanto da telefonare (e parlare in arabo).

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street-food-cairo-egypt (7)Questi i consigli di chi per voi ha prestato il proprio palato alla giusta causa della degustazione:
Shawarma: carne di pollo o di vitello, cotta allo spiedo (proprio come il kebab in Italia), servita in
panino o in piadina. Sembra un suggerimento banale, ma siete invitati a provare la differenza. Le carni, cotte, tagliate a listarelle e lasciate in caldo assieme alle verdure sul piano sottostante lo spiedo, si insaporiscono e restano umide; il pane molto soffice e poco salato accompagna e non copre i sapori.

Foul, tammeya, babaganoush, omelette: volete fare colazione all’egiziana? O forse spezzare l’appetito prima di un ricco pasto? Ecco cosa dovete chiedere. A un prezzo davvero popolare, nei classici panini tondi senza mollica, provate il foul (cremosa e speziata purea di fave), la tammeya (polpette fritte di ceci, servite con creme e insalatina di lattuga e pomodori), la babaganoush (crema di melanzane e tahina) o la semplice omelette (sì, è proprio un panino con la frittatina).

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Koshery: attenzione, lettori italiani ortodossi della tavola; il piatto in questione, visto con gli occhi del Belpaese, è una bestemmia culinaria; eppure, lo stesso piatto al palato risulta di una bontà ignorante ed estremamente appagante. A tavola si presenta così: un piattone di pasta mista già cotta e riso, ricoperto da lenticchie cotte e un po’ spappolate; a parte un bricco di sugo di pomodoro con forte sentore di cipolla, una ciotola di ceci cotti, una ciotola di cipolle fritte. Tutto ciò che è stato servito a parte, secondo il proprio gusto, serve a condire il piattone con pasta e lenticchie. Si mescola tutto e poi si bagna con una miscela di aceto e limone. Una bontà inspiegabile. Abu Tarek ha un locale di quattro piani al Cairo e serve solo questo piatto.

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Fetira, ma chiamatela anche Beetza: due nomi, una preparazione molto simile; il piatto tipico egiziano è la fetira, ossia una pasta sfoglia tirata a mano, ripiena di verdure, formaggi, tonno e qualsiasi altro ben di dio, richiusa e stesa in forma circolare, poi cotta in teglia; è possibile averla anche vuota, in modo da usarla in sostituzione del pane (con miele e formaggio è buonissima); è anche possibile provarla in versione “beetza”, cioè, steso l’impasto, lo si farcisce come la pizza. Sì, “beetza” è la pronuncia egiziana di “pizza”.

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– I succhi di frutta: quasi in ogni strada c’è un banco con la frutta fresca: mango, canna da zucchero, melagrana, carruba, guava, limone, arancia, banana e così via; voi chiedete e in pochi istanti vi viene servita una delizia rigenerante, specie se il caldo vi attanaglia in giro per le vie della città. Condizione probabile anche nei giorni invernali in Egitto.

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E proprio parlando di succhi, non può mancare un sintetico speciale sui “caffè” del Cairo. Trovate qui ogni tipo di bevanda e tutte le shishe che volete. Sedetevi e godetevi il relax. Tra le bevande da provare sicuramente:

– il the, che è bevanda istituzionale, ma evitate quello in bustina, che tanto vale berselo a casa;

– il caffè arabo, che è più profumato e meno nevrotico del nostro caffè espresso;

herfa bin laban, latte caldo con cannella e zucchero secondo i gusti;

sahleb, sorta di dolce al bicchiere, fatto con crema di latte e frutta secca tritata, servito con fettine di banana e farina di cocco;

zabadi, bevanda tra il liquido e il cremoso a base di yogurt zuccherato, servito anche con frutta fresca;

– ultimo della lista, giusta chiosa, il bibitone malefico, che non ha un nome proprio, ma che si può chiedere elencando gli ingredienti che lo compongono: zenzero, menta, anice, ginseng. Poi digerire sarà una comodità.

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