Viaggio nel Racconto dei racconti

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Lo cunto de li cunti, da qui arriva l’idea e l’ispirazione di Matteo Garrone, per il suo ultimo film. La raccolta di favole fu scritta nel 1634 da Giambattista Basile, poeta napoletano, che seguendo a sua volta il modello di Boccaccio, fa raccontare a 10 vecchie narratrici 5 favole ognuna, permettendo così alla principessa Zoza di riconquistare l’amore perduto. Il linguaggio delle favole è un napoletano seicentesco, incomprensibile per larghi tratti, e che oggi possiamo leggere grazie a varie traduzioni, tra cui quella di Benedetto Croce.

Il regista si è preso un bel rischio lanciandosi in un mondo dove a farla da padroni sono le grandi produzioni fantasy; la bravura di Garrone è stata quella di non voler seguire percorsi già tracciati da pellicole che raccontano di draghi e maghi, ma di virare dal fantasy ad atmosfere fiabesche. I costumi, le acconciature, le ambientazioni richiamano le tavole di favole gotiche, in contrasto con la perfezione delle principesse dell’immaginario fanciullesco.

Punto di forza del film sono le ambientazioni: Matteo Garrone ha girato Il Racconto dei Racconti in Italia, tra il centro, il sud e la Sicilia andando a scoprire giardini, boschi, castelli, palazzi antichi, borghi che potessero servire come sfondo reale alle scene della sua storia fantastica, posti che non sono notissimi e che sembrassero così magici e senza tempo da far pensare persino ad una ricostruzione scenografica. I luoghi invece esistono, sparpagliati sul suolo della nostra Italia e possono essere visitati. Proviamo a ricreare perciò un itinerario che richiami questi luoghi pensando che abbiano potuto ispirare lo stesso Basile quando quattro secoli fa decise di raccontare le sue favole.

Innanzitutto la Puglia, luogo di riprese spettacolari, dove il re nano, sovrano di Altomonte, vive tra le mura di Castel del Monte, l’imponente castello-fortezza a pianta ottagonale fatto costruire da Federico II nel XIII secolo, a pochi km da Andria, dominante tutta la vallata e con una vista straordinaria e un architettura perfettamente conservata: lo scenografo Capuani l’ha innalzato su una collina che non esiste nella realtà, ma è proprio questo mix di finzione e realtà, di veridicità e di photoshop, che conferisce al luogo un’energia simbolica ancora più potente. Un altro castello, quello di Gioia del Colle, in provincia di Bari, normanno-svevo anch’esso, ha fatto invece da scenografia alla sala del trono dove si svolge la sfida tra i pretendenti della principessa Viola.

Non poteva mancare la Sicilia tra i luoghi scelti da Garrone. Tra le mura del magnifico Castello di Donnafugata, vicino Ragusa, vive Salma Hayek, bella regina di Selvaoscura; più che un castello medioevale è una dimora nobiliare  sontuosa, bianca, che domina quelli che erano un tempo i possedimenti della ricca famiglia Arezzo De Spuches. Un edificio di circa 2500 metri quadrati  in stile neogotico, che il pubblico riconoscerà per aver fatto da sfondo anche al Commissario Montalbano e che nel 1982 il comune di Ragusa ha acquistato, restaurato e aperto al pubblico.


Tra le caratteristiche del luogo, il labirinto in pietra a secco, dove Garrone ha girato una delle scene più belle del film con l’attrice messicana in un abito di broccato rosso che insegue faticosamente il figlio Elias. Il labirinto riproduceva la forma trapezoidale del labirinto inglese di Hampton Court, situato vicino Londra, che probabilmente il Barone Corrado Arezzo aveva visto durante uno dei suoi vari viaggi. Il re, per compiacere sua moglie e il suo desiderio di maternità, non esita a calarsi nelle acque gelide alla caccia di un drago marino e quale migliore scenografia se non le strette Gole dell’Alcantara, vicino Taormina, con le con pareti basaltiche di origine lavica alte fino a 50 metri.

Ma anche il centro Italia ha prestato parecchi scenari alle favole: i saloni bianchi con motivi arabeggianti dove la regina di Selvaoscura mangia il cuore del drago e le sale ricche di mosaici di marmo colorati dove si esibiscono i saltimbanchi si trovano all’interno delle mura del castello di Sammezzano di Reggello, in provincia di Firenze o in quello di Palazzo Chigi ad Ariccia.
Sulla cima di una sporgenza rocciosa, in miracoloso equilibrio sopra un precipizio sospeso nel vuoto vive il re dalla lunga chioma ed erotomane di Roccaforte. E’ il Castello di Roccascalegna, edificio romanico del XII secolo, in provincia di Chieti, ad ospitare le sue strane avventure, proprio questa collocazione, questa verticalità sospesa, avrà un ruolo determinante nello svolgimento della storia e il bosco sotto la reggia, in un gioco di finzione e realtà,  si trova nell’alto Lazio nei pressi di Acquapendente: il Bosco del Sasseto, un Bosco Monumentale con maestosi alberi secolari, un posto delle fiabe con grandi tronchi a volte, rami contorti, radici giganti e muschi e felci.

 

Ultime tappe del nostro giro, sono i borghi che hanno fatto da sfondo ad alcune scene: Cave, il paesino tutto in tufo vicino Roma, Montecalvello, nei pressi di Viterbo, costruito intorno ad un bellissimo castello medievaleUn percorso unico tra le favole che i luoghi d’Italia ancora possono raccontare.

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