Urban Trip_Castiglione d’Orcia

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Contesa nel medioevo per la sua posizione e per la ricchezza delle sue terre Castiglione d’Orcia segna il confine tra la Valle e le foreste del Monte Amiata.

Qui ci hanno vissuto le potenti famiglie degli Alabardeschi e dei Salimbeni, e ancora oggi il borgo ne conserva i resti nelle ricche residenze e nei muri dei palazzi.

Con un’attrezzatura adatta per il trekking potrete non solo scoprire i viottoli stretti, ma potrete allontanarvi dal centro alla ricerca di antichi sentieri, battuti un tempo da chi percorreva la via francigena, ma anche da numerosi mercanti.

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Centro del borgo è la piazza con al centro un pozzo del 1618 e sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale. Passeggiando non perdetevi le chiese di Santa Maria Maddalena, e dei Santi Stefano e Degna. Ma, veri gioielli del paese sono i resti della Rocca Aldobrandesca che dominano il centro dall’alto.

Se siete buoni camminatori a meno di 1 km si trova la frazione di Rocca d’Orcia, da li alzate la testa e resterete a bocca aperta osservando l’imponente Rocca a Tentennano e la Pieve di San Simeone, costruita nel XIII secolo.

Castiglione d'Orcia, Siena: the village of Castiglione d'Orcia is an example of  medieval architecture perfectly conservated © Marco Anghinoni / GraziaNeri
Castiglione d’Orcia, Siena: the village of Castiglione d’Orcia is an example of medieval architecture perfectly conservated
© Marco Anghinoni / GraziaNeri

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Da li diventa complicato raggiungere a piedi le atre frazioni, sarebbe perfetto potersi muovere in bici per raggiungere, a 14 km di distanza Vivo d’Orcia, al margine delle faggete del monte Amiata. A poca distanza dal centro c’è l’Eremo del Vivo (o Contea), un palazzo tardorinascimentale. In lontananza è visibile la chiesetta dell’Ermicciolo e i cosiddetti “seccatoi” o meglio, secondo alcuni esperti, il primo nucleo abitativo di Vivo d’Orcia, alla fine di una salita tra faggi e castagni, dalle sorgenti dell’acquedotto del Vivo, che rifornisce Siena e la Val di Chiana.

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Proprio nella zona dell’Ermicciolo scorre il fiume Vivo. Lungo il torrente, a partire dal Medioevo, furono costruiti mulini, cartiere, ferriere e, negli anni ’20 del secolo scorso, una prima centrale elettrica che sfruttava l’energia idrica. Tracce di questi antichi edifici sono tuttora visibili, coperte dai rampicanti, in uno dei paesaggi più belli ed evocativi della zona. La passeggiata che va dall’Ermicciolo all’Eremo, lungo il percorso del fiume, è una delle più gradevoli in assoluto dell’Amiata, tra cascatelle e la diga in mezzo ai boschi, oltre alle grotte che servirono da rifugio ai partigiani durante la seconda guerra mondiale, è probabile avvistare anche qualche esemplare di picchio verde, il cui verso a volte echeggia tra le piante secolari.

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Da visitare infine è il centro storico di Campiglia d’Orcia che ha mantenuto i caratteri medievali con suggestivi vicoli, strette scalinate di collegamento e percorsi coperti. Nelle vicinanze del borgo sono visibili i resti della torre di Campigliola.

Una giornata passata nel cuore della provincia senese facendo una salto indietro nel tempo fino al medioevo.

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