Nel cuore dell’Otium romano

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Non è semplice scovare l’ingresso delle ville romane che ricordano dove un tempo sorgevano i sobborghi di Stabia e Oplontis. Ville di nobili personaggi, governanti del mondo antico, che da queste parte, ai piedi del Vesuvio venivano a passare le loro giornate d’otium.

Oggi Stabia e Oplontis sono siti archeologici poco in vista; nulla in confronto alla magnifica Pompei e alla sua gemella Ercolano, ma che insieme al fascino della storia riescono ad offrire anche un angolo di tranquillità.

Seppellite durante l’eruzione del 79 d.c. e riportate alla luce in epoca borbonica le ville appartenevano a veri e propri centri urbani periferici, sottoposto amministrativamente alla giurisdizione di Pompei e caratterizzati dalla presenza di monumentali edifici di diversa destinazione: la Villa di Poppea, Villa San Marco e Villa Arianna, grandiose e lussuose residenze, ed edifici come la Villa di Crassius Tertius, un’antica fattoria dove si lavoravano i prodotti della terra.

Le ville residenziali sono il più classico esempio di ville di otium, circondate da vasti quartieri abitativi per la servitù, strutture termali, portici e ninfei splendidamente decorati,  edificate in prossimità della costa, in posizione panoramica, dove, anche per la salubrità del clima, chi vi abitava poteva ritemprare il corpo e lo spirito lontano dalla vita caotica della capitale.

Passeggiare tra le antiche mura di queste residenze richiama i fasti e l’ostentazione della ricchezza che resero i romani grandi mastri nell’arte del godersi i piaceri della vita. Le ricche colonne che ancora oggi abbelliscono i giardini, gli enormi ingressi, i ricchi affreschi dai colori vivaci e dalle raffigurazioni esotiche, le enormi piscine e fontane che affacciano sul panorama sono alcuni dei fattori che lasciano a bocca aperta.

Si passeggia nel silenzio della storia e si resta stupiti che dopo circa 2000 anni questi edifici trasmettano ancora fascino e grandezza.

 

 

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